Il Shelly Dimmer Gen4 trasforma qualsiasi illuminazione in un variatore intelligente, con o senza neutro. Multiprotocollo Wi-Fi 6, Zigbee e Matter, si integra nativamente e localmente in Home Assistant.
Il Dimmer Gen4 è un po' il coltellino svizzero del variatore da incasso. Lo infilas dietro un interruttore esistente, con o senza neutro, e trasformi un'illuminazione classica in una fonte controllabile percentuale per percentuale. La vera novità rispetto al Gen3 è il multiprotocollo integrato in un contenitore di 38 mm: Wi-Fi 6, Bluetooth 5.0, Zigbee e Matter. Per una ristrutturazione dove il neutro manca nella scatola di incasso, è esattamente il tipo di modulo che sblocca una stanza senza toccare il muro.
Per quanto riguarda Home Assistant, è qui che il modulo assume tutto il suo significato, ma bisogna capire una cosa. L'integrazione Shelly nativa, in Wi-Fi e 100% locale, rimane la strada migliore: espone tutto, la variazione fine, lo scripting mJS, il MQTT, i webhook, l'API HTTP, e persino la misura dei consumi quando si ha il neutro. Su Matter, funziona bene e rimane locale. Il punto di attenzione è lo Zigbee: il firmware Zigbee del Gen4 è ancora giovane, e diversi utenti segnalano che su ZHA si perde parte del controllo della gradazione e della configurazione degli ingressi. Va notato anche che Matter e Zigbee sono esclusivi, il modulo si avvia in Matter per impostazione predefinita e bisogna cambiare manualmente il firmware per passare a Zigbee. Insomma, se l'obiettivo è HA, si passa per l'integrazione Wi-Fi nativa, punto.
Bisogna essere onesti sui compromessi. Senza neutro, si perde la misura dei consumi e parte delle protezioni elettriche, e bisogna aggiungere un bypass Shelly sotto i 20 W di carico. L'intervallo di gradazione dipende molto anche dalla lampadina LED utilizzata, con una ricalibratura necessaria ad ogni cambio di carico, il che rimane classico per questo tipo di variatore. Di fronte a un Fibaro Dimmer 2 in Z-Wave, più costoso e chiuso in un unico protocollo, Shelly è semplicemente imbattibile sul rapporto apertura / prezzo, intorno ai 45 euro.
Alla fine, abbiamo un variatore aperto, locale, multiprotocollo e abbordabile, che spunta quasi tutte le caselle per una configurazione seria di Home Assistant. Si toglie solo mezzo punto per il firmware Zigbee perfezionabile e i limiti inerenti al senza neutro. Questo dà un solido 4.5/5, e per un modulo di variazione a questo prezzo, è chiaramente una scelta sicura.
Protocolli wireless: Wi-Fi 6 (802.11 b/g/n/ax), Bluetooth 5.0, Zigbee (802.15.4, ruolo ripetitore), Matter
Integrazione Home Assistant: Integrazione Shelly nativa locale (Wi-Fi, senza cloud), Matter over Wi-Fi, o Zigbee via ZHA / Zigbee2MQTT (Matter e Zigbee esclusivi, Matter per impostazione predefinita)
Tipo di variazione: Trailing edge (bordo di fuga)
Neutro richiesto: No, funziona con o senza neutro (bypass Shelly richiesto per carico < 20 W)
Carichi supportati: LED dimmerabili fino a 150 W, incandescenza e alogena fino a 200 W, trasformatori ferromagnetici ed elettronici fino a 200 VA
Potenza e corrente massimi: 200 W / 0,85 A in uscita
Alimentazione: 220-240 V~ 50 Hz, consumo < 1,5 W
Misura dei consumi: Tensione, corrente e potenza (solo con neutro, precisione ± 5%)
Assistenti vocali ed ecosistemi: Amazon Alexa, Google Home, Apple HomeKit (via Matter), Samsung SmartThings
Automazione locale: Scripting mJS, MQTT, webhook, API HTTP/HTTPS, KNXnet/IP, azioni locali, schedule avanzati
Ingressi fisici: 2 ingressi interruttore/pulsante (S1, S2), controllo 1 o 2 pulsanti, preset e fade rate regolabili
Impostazioni di gradazione: Calibrazione automatica, correzione gamma (0,4 a 4,0), luminosità min/max, warm-up, modalità notturna
Dimensioni e peso: 38,5 x 43,5 x 17 mm, 24,3 g
Microcontrollore e memoria: ESP-Shelly-C68F + STM32 G051, 8 Mo di flash
Temperatura di funzionamento: -20 °C a 40 °C, garanzia 3 anni